Stile Educativo: quale scegliere?

Che siate genitori, educatori, insegnanti, allenatori o una qualsiasi altra figura di riferimento per bambini e adolescenti, è necessario che vi interroghiate sul vostro stile educativo.

Certo, ognuno è diverso e vive il suo ruolo educativo in relazione alle proprie peculiarità, tuttavia è possibile modificare il proprio stile educativo al fine portare un cambiamento positivo nella crescita del bambino e, perché no, anche nella propria.

Inoltre, è necessario che le diverse figure educative che si interfacciano con il ragazzo siano sintonizzate sullo stesso stile educativo (ad esempio entrambi i genitori).

I diversi Stili Educativi

La psicologa Diana Baumrind, nel 1971, ha individuato 4 stili educativi che affondano le radici in due elementi principali:

  • Il livello di controllo: riguarda i meccanismi di controllo e supervisione che la figura di riferimento attua al fine stimolare comportamenti socialmente adeguati.
  • Il livello di supporto: si riferisce alla stimolazione dell’autoregolazione e dell’affermazione di sé, tramite il sostegno e la disponibilità emotiva.

Questi due elementi vengono bilanciati e dosati in maniera diversa nei differenti stili educativi.

  1. Lo stile autoritario: è caratterizzato da un alto livello di controllo e da un più basso livello di sostegno. L’adulto è distaccato e severo, ricerca l’obbedienza e tende a evitare mediazioni. Il dialogo è scarso, il ricorso alla punizione è frequente. Infatti, l’adulto tende a sostituirsi al ragazzo, preferendo punire un comportamento che disapprova, piuttosto che insegnare l’autoregolazione e l’autonomia.
  2. Lo stile permissivo/indulgente: al contrario, questo stile educativo deriva da un basso livello di controllo e un alto livello di sostegno. Questo stile è caratterizzato da una de-responsabilizzazione dell’adulto, che tende ad essere molto affettuoso ma che non è in grado di fornire regole e modelli di condotta. Spesso, in questo caso, l’adulto si definisce come un amico, causando la mancanza di confini di ruolo chiari.
  3. Lo stile trascurante e di rifiuto: vi è un disimpegno dell’adulto sia per quanto riguarda il controllo, sia per quanto riguarda il sostegno. Vi è quindi una sorta di indifferenza nei confronti del minore, sino ad arrivare a casi di negligenza. Questo stile educativo può causare l’insorgenza di difficoltà cognitive, emotive e relazionali.
  4. Lo stile autorevole: è caratterizzato da un sufficiente livello di controllo e un alto livello di sostegno. Le tecniche scelte sono tendenzialmente non punitive, la comunicazione gioca un ruolo fondamentale nella relazione educativa. Il controllo non viene esercitato estremizzando il concetto di obbedienza all’autorità, bensì insegnando il valore delle regole sociali. La relazione instaurata è affettuosa e di mutuo rispetto, il sostegno emotivo e il concetto di indipendenza coesistono e hanno grande valore.

Quale stile educativo prediligere?

Il nostro stile educativo ha notevoli ripercussioni sullo sviluppo sociale della persona che educhiamo. Numerose ricerche hanno dimostrato che il modello da prediligere è quello Autorevole, poiché i bambini cresciuti secondo questo stile educativo tendono a mostrare maggiore fiducia in sé stessi, autocontrollo e capacità sociali.

Certo, aderire a questo stile educativo non è semplice: la figura professionale del pedagogista nasce proprio per sostenere gli educatori in questo percorso.

Se hai bisogno del sostegno di una professionista, puoi contattarmi per ottenere un incontro gratuito di conoscenza.